venerdì 8 dicembre 2017

Türkçe -Vikipedi

Türkçe ya da Türk dili, batıda Balkanlar’dan başlayıp doğuda Hazar Denizi sahasına kadar konuşulan Altay dillerinden biridir. Yaşı, en eski hesaplara göre 8500 olan Türkçe, bugün yaşayan Dünya dilleri arasında en eski yazılı belgelere sahip olan dildir. Bu belgeler, çivi yazılı Sümerce tabletlerdeki alıntı kelimelerdir.[12] Türk yazı dilleri içinde Oğuz sahası yazı dillerinden Osmanlı Türkçesinindevamını oluşturur. Başta Türkiye olmak üzere eski Osmanlı İmparatorluğucoğrafyasında konuşulan Türkçe, dünyada en fazla konuşulan 5. dildir. Türkçe sondan eklemeli bir dildir.[13] Bundan ötürü kullanılan herhangi bir eylemüzerinden istenildiği kadar sözcük türetilebilir.[14] Türkiye Türkçesi bu yönünden dolayı diğer Türk dilleriyle ortak ya da ayrık bulunan onlarca eke sahiptir.[15]Türkçe çok geniş kullanımıyla birlikte zengin bir dil olmasının yanı sıra, genel itibarıyla “özne-nesne-yüklem” biçimindeki cümle kuruluşuna sahiptir. [ ...daha ]

Türk Dil Kurumu

Çomar nedir, kime denir ve çomarın diyalektiği

Çomar kelimesinin timeline'ınızdan hiç eksik olmadığını fark ettiniz mi? Fark etmediyseniz şimdi edin. Niyetim 'analiz kasmak' değil ama biraz da olsa bunun derinine inmek sanki herkese iyi gelecek.
Son zamanlarda özellikle sosyal mecralarda bazen ‘Çomar’, bazen de ‘Anadolu Çomarı’ diye bir takım benzetmelerle karşılaşıyoruz. Dilimize henüz yeni yeni pelesenk olmuş bu kelime ve kalıbı tam olarak analiz etmek için zamana ihtiyacımız olsa da, ‘troll’ kökenli olduğu su götürmez bir gerçek. Ancak açıkça ifade etmek gerekirse; bu ülke tarihi, insanımızı böylesine anlatan bir sıfat daha görmemiştir, göremez de. Bu arada birkaç sözlük entry’si bu kalıbın ‘nefret suçu’ olduğunu iddia etse de, tabii ki böyle bir şey yok. Zaten nefret suçunun tanımına da kesinlikle uymuyor. Çünkü bu kelimenin sözlük anlamı bile birden çok yerde naif bir şekilde ‘terbiyesiz ve kaba insan’ ifadesiyle geçiyor. Ayrıca ‘Anadolu Çomarı’ derken insanlar Anadolu’nun köylü insanını değil, anladığım kadarıyla temelde cehaleti eleştiriyor. [ ...davam ediyor ]

Pastore dell'Anatolia,
usato per indicare persona rozza e ignorante...orgogliosa della propria ignoranza

giovedì 16 febbraio 2017

Sesli Kitaplar | Audiolibri

Sesli Kitaplardan Seçmeler


Aşağıdan istediğiniz sesli kitap‘ı indirebilir, istediğinizi dinleyebilirsiniz. İlk olarak istediğiniz kitabın adının üzerine tıklayın. Açılan sayfada, sesli kitabı dinlemek için bir kere tıklamanız yeterlidir. İndirmek istiyorsanız, kitap adının üzerine fare ile sağ tıklayarak “Hedefi Farklı Kaydet” deyin. Aşağıdaki tüm kitaplar, MP3 biçiminde olup, cep telefonu, bilgisayar, müzikçalar gibi tüm cihazlarda dinlenebilir.


Sesli Kitaplar | Beyince.Net

mercoledì 28 dicembre 2016

Esame di Idoneità di Turco (TYS-Türkçe Yeterlik Sınavı)

Volete certificare il vostro turco? Il 6 Gennaio 2017 è l'ultima data per candidarsi all'Esame di Idoneità di Turco (TYS) ! Per maggiori informazioni scrivere a roma@yee.org.tr.


lunedì 26 dicembre 2016

Tasavvuf İlmi ve Akademik Araştırma Dergisi

Pubblicazioni sul Misticismo, Tasavvuf,
Quaderni del Centro di Ricerca sul Misticismo di Istanbul
(İstanbul Tasavvuf Araştırmaları Merkezi - İSTAM)

Tasavvuf İlmi ve Akademik Araştırma Dergisi

İlmî ve Akademik Araştırma Dergisi serlevhasıyla okuyucularıyla buluşan Tasavvuf, altı ayda bir olmak üzere yılda iki sayı yayımlanan uluslar arası, bilimsel ve hakemli bir dergidir.

Tasavvuf'un ilk sayısının basıldığı 1999'dan beri ara verilmeksizin bugüne kadar fedakâr himmet ve gayretlerle yayımına devam edilmektedir. Tasavvuf akademik yayın etik ilkelerine bağlıdır.

sabato 20 agosto 2016

Türkçenin sesi, la radio per l'apprendimento della lingua turca

Türkçenin sesi, la radio dello Yunus Emre Enstitüsü per l'apprendimento della lingua turca.

http://turkceninsesi.yee.org.tr/

Mentre lavori al pc, in autobus o in qualsiasi momento della giornata, un utile strumento per imparare il turco.

venerdì 18 marzo 2016

Etimologia della parola "orda"

Etimologia della parola "orda": dal turco ordu esercito, legione, unità militare.

Etimo.it











mercoledì 6 gennaio 2016

Gilet e yelek - Accademia della Crusca

Il francese gilet deriva dal turco yelek e non viceversa come spesso succede.

Il siciliano cileccu 'panciotto': proveniente dal turco yelek"giubbone di panno con maniche larghe e fino al gomito, usato specialmente dagli schiavi delle galere", la voce si è diffusa in quasi tutte le aree costiere del Mediterraneo occidentale dove è giunta dal Maghreb tra il '500 e il '700. 

In Italia, oltre che nel Mezzogiorno, si è diffusa anche a Genova e in alcuni dialetti liguri (con tracce pure in Versilia) dove designa la giacca. Nell'italiano è documentata nel '600 la voce giulecco con valore di "veste corta o farsetto per schiavi e galeotti". La stessa parola era invece giunta sulla costa adriatica già nel '400 attraverso il dalmatico, mediante un probabile percorso greco-arumeno-rumeno. Approdata un secolo più tardi nel Maghreb, si irradiò, attraverso galeotti e schiavi, nell'area mediterranea attecchendo nel maltese, nel portoghese, nello spagnolo, nel catalano, nel provenzale, nel sardo. Giunta nel '700 in Francia è stata infine (ri)portata in Italia nella forma gilet.

[Giovanni Ruffino, Roberto Sottile, "Parole migranti tra Oriente e Occidente", Centro di studi filologici e linguistici siciliani, Palermo 2015. p. 8]




«La storia dell'umanità è storia di migrazioni:... - Accademia della Crusca

sabato 25 luglio 2015

Dizionario Etimologico - Türkçe Etimolojik Sözlük

Spesso non basta conoscere il significato di un termine, per comprenderne il senso reale è utile ripercorrere le sue origini fino all'attuale accezione.



Nişanyan Sözlük - Çağdaş Türkçenin Etimolojisi

mercoledì 14 gennaio 2015

Televisione e radio turca in streaming

Esercizio utilissimo a tutti i livelli è quello di ascoltare radio e tv turche. Anche se siamo agli inizi e dunque non capiremo granché, è sempre positivo allenare il nostro orecchio alla pronuncia, alla cadenza e alla rapidità con cui il turco viene parlato nella vita di tutti i giorni.

Vi segnalo allora due siti che offrono la possibilità di guardare in streaming moltissimi canali televisivi ed ascoltare stazioni radio. Il tutto è diviso per tematiche.







Buona visione!

mercoledì 7 gennaio 2015

giovedì 1 gennaio 2015

I pronomi personali

I pronomi personali nella lingua turca sono usati in maniera molto simile all'italiano. 
Quando in funzione di soggetto (Io, Tu, Egli..), come nella nostra lingua, vengono spesso sottintesi.
Una frase come Io mi chiamo Marco è senz'altro corretta, ma è più comune dire Mi chiamo Marco, omettendo il pronome Io.

Ecco, la medesima cosa avviene nel turco, dove essendo le varie coniugazioni dei verbi diversificate per ogni persona, diventa superfluo specificare il soggetto.

(Ben) eve gidiyorum 
(Io) vado a casa
Il soggetto che compie l'azione (io) è specificato dal suffisso um e quindi non è necessario ribadirlo.

Ma vediamo con ordine quali sono i pronomi personali con funzione di soggetto.







Alcune cose da notare. La terza persona singolare egli, cioè O, si riferisce indistintamente a persone (ovviamente sia maschile che femminile) e oggetti. Inoltre, insieme alle particelle bu e şu funge anche da pronome dimostrativo e significa quello.

O kedi siyah
Quel gatto è nero

O kedisini seviyor

Lui ama il suo gatto

La terza persona plurale Onlar, invece, altro non è che O con l'aggiunta del suffisso del plurale. Questa, come vedremo più avanti, costituisce un caso particolare ed usa la consonante n di giunzione.

Dal punto di vista degli usi di questi pronomi, possiamo ragionare precisamente come in italiano. Ad esempio scegliere se usarli o meno in una frase, a dispetto della chiarezza del soggetto, è una pura scelta stilistica. 
A seconda della posizione e della presenza o meno del pronome, possiamo dare sfumature diverse alle nostre frasi.
Vediamo un esempio.

 Gidiyorum!
 Ben gidiyorum! 
Gidiyorum ben!

Vado!
          Io vado!

          Vado, io!


Nel secondo e terzo caso l'uso del pronome intende marcare che proprio Io sto andando, lasciando ad esempio intendere che altri restino.

Molto più usati sono i pronomi con i casi della declinazione.
Eccoli coniugati secondo tutti i casi.







Notiamo subito che acquisendo il suffisso del dativo -e, otteniamo le forme irregolari sana e bana. Anche O presenta un'irregolarità in quanto acquisisce la consonante n.

Cosa significano e come si usano?

Al locativo Bende, Sende, Onda... significano in me, in te, in lui/lei/quello. Si usa sopratutto per creare una struttura particolare che rende il verbo avere.
Sende bozuk para var mı?
Hai dei soldi spicci? 

All'ablativo Benden, Senden, Ondan.. significano da me, da te, da lui/lei/quello.
Senden sadece para istiyor
Da te vuole soltanto soldi

Al dativo Bana, Sana, Ona... significano a me, a te, a lui/lei/quello.
Sana bir hediye aldım
Ti ho preso un regalo (a te)

All'accusativo Beni, Seni, Onu.. corrispondono all'italiano mi, ti si.
Seni unutmadım
Non ti ho dimenticato

Esercizio. Il verbo essere in forma affermativa

Il verbo essere in forma affermativa

Il verbo essere in forma affermativa

Finisci le frasi facendo attenzioni al verbo essere

Scegli dal menù a tendina la frase che ritieni giusta
Bugün biz
O tişört
Sen okuldasın. Ben de
Ev yemekleri
Öğrenciler biraz tembel ama siz

Il verbo essere. Forma presente negativa

La volta scorsa abbiamo studiato i suffissi del verbo essere nella sua forma affermativa.

Vediamo questa volta invece come si crea la forma negativa.
Essa sfrutta la particella değil.
Questa significa non, non è. Esprime dunque una negazione.
Affiancando a quest'ultima gli stessi suffissi del verbo essere, avremo dunque ottenuto Non sono, Non sei, Non è e così via..

Notiamo che l'ultima vocale di değil  "blocca" l'armonia vocalica in i.
Perciò in ogni caso, senza variazioni vocaliche, avremo questi suffissi:






Proprio come avevamo già spiegato per quanto riguarda la forma affermativa, le terze persone rimangono invariate.
Ricordiamo sempre che la terza persona singolare e plurale può essere definita dal suffisso -dir (in questo caso değildir), ma che questa specificazione solitamente non è necessaria.
Ancora, la terza persona plurale è definita dal suffisso -ler soltanto se il contesto lo rende necessario.

Vediamo alcuni esempi.

Sabırlı değil     
Non è paziente

Dıkkatlı değiller  
Non sono attenti

Mutlu değilim     
Non sono felice

Meşgul musun?  
Hayır, değilim.

Sei occupato/a?
No, non lo sono.


Evde değiliz
Non siamo in casa

Kolay değil
Non è facile

lunedì 29 dicembre 2014

Il verbo essere. Forma presente affermativa

Come preannunciato nella nostra introduzione, non esiste nella lingua turca un vero e proprio verbo essere, che è in italiano fondamentale anche nel suo ruolo di ausiliare.
L'essere in turco si esprime in due modi: attraverso degli appositi suffissi e con il verbo olmak.

Vediamo nel dettaglio i suffissi, che per comodità chiameremo "del verbo essere", nella loro forma presente affermativa.
Eccoli nello schema riportati in ordine dalla I persona singolare alla III persona plurale.



Seguendo le regole dell'armonia vocalica, dobbiamo ricordare che la vocale i si adegua diventando di volta in volta i ı u ü, mentre la vocale e può diventare a.
Dobbiamo dunque immaginare che ognuno di questi suffissi equivalga a Io sono, Tu sei, Egli è e così via..
Notiamo che la terza persona singolare è vuota. In realtà il suffisso della III persona singolare e plurale sarebbe -dir, ma nella maggior parte dei casi è omesso e sottinteso.
La terza persona plurale non consiste in altro che nel suffisso del plurale, ma anch'esso è per lo più sottinteso e negli esempi vedremo perché.
Prestiamo anche attenzione alle lettere inserite fra parentesi, ed in particolare alla y

Queste vanno utilizzate solo quando necessarie.
Come abbiamo visto nelle regole generali, due vocali non si susseguono mai. Per questo, nel caso in cui la parola-radice termini proprio per vocale, fra questa ed i suffissi inizianti per vocale si interpone la consonante y.


Cosa esprimono questi suffissi?

Proprio come in italiano l'essere non riguarda soltanto un modo, cioè non si riferisce solo ad un aggettivo (sono bello, sono alto ecc..), ma anche ad uno stato (sono sul treno, sono a letto...).

Ricordiamo quindi che i suffissi del verbo essere si legano non soltanto agli aggettivi che esprimono una qualità del soggetto, ma a tutto ciò che può assumere un senso con essi.

Qualche esempio.

Güzelim Sono bello 
Roma’dayım Sono a Roma
Otobüsteyim Sono sull'autobus
Seninleyim Sono con te
Hastayız Siamo malati
Sen misin? Sei tu?
Sıkıcısınız Siete noiosi

Mutluyuz Siamo felici

Vediamo ora nello specifico il caso della III persona singolare e plurale.

Prendiamo la frase 

Marco è intelligente. 
Trattandosi di una III persona singolare, basterà scrivere 
Marco akıllı 
Sarebbe ugualmente giusto scrivere
Marco akıllıdır 
Tuttavia non è necessario e, solitamente, la "precisazione" del suffisso della terza persona 
-dir ha l'effetto di marcare il concetto che si vuole esprimere. Pertanto si usa soprattutto nell'esprimere un giudizio certo, una verità indiscutibile e, non a caso, si applica soprattutto nei testi ufficiali e divulgativi.
Vediamo ad esempio questo breve brano tratto dalla voce "cavallo" di Wikipedia

At, Atgiller (Equidae) familyasına dâhil otçul bir memeli hayvandır.
Il cavallo è un animale mammifero erbivoro appartenente alla famiglia degli Equidae/Atgiller.

Vediamo ora perché non è sempre necessario specificare il suffisso della terza persona plurale.

Prendiamo la frase 

I fiori sono belli
Se il nome fiori è espresso al plurale, viene sottinteso che l'aggettivo è riferito anch'esso al plurale, cioè non vi è concordanza tra nome e aggettivo.
Çiçekler güzeller    ->   Çiçekler güzel
Tutto chiaro?
Provate ora a svolgere questo esercizio.

Oppure andate avanti e studiate il verbo essere presente in forma negativa.

Impara il turco con Tarkan!

Un modo simpatico ed efficace per imparare il turco divertendosi!
°
°
Tarkan al secolo Tarkan Tevetoğlu (Alzey, 17 ottobre 1972) è un cantante turco.
Tarkan è un noto personaggio dei fumetti turchi anni sessanta, simile a Conan il Barbaro, da cui i genitori hanno tratto ispirazione.
Tarkan è conosciuto in Europa e in America soprattutto grazie alla canzone Şımarık (Viziata), rilanciata successivamente come Kiss Kiss da Holly Valance dopo averne acquisito i diritti da Sezen Aksu, anche a seguito di una disputa avuta da questa con Tarkan stesso. Un'altra delle sue hit è stata Sıkıdım (Shake), singolo uscito subito dopo quello di Simarik. [leggi tutto]

domenica 28 dicembre 2014

I casi della declinazione

Nel turco ci sono dei suffissi "speciali" che forniscono un senso particolare alla radice cui si legano.
Quando si studia la grammatica turca in italiano, essa viene assimilata a quella latina e per questo vengono chiamati casi della declinazione.
Questa definizione farà certamente accendere la lampadina a coloro che hanno studiato latino, ma agli altri, me compresa, non dice molto.
Quindi semplificando al massimo, parleremo di questi casi come suffissi in grado di esprimere specifici complementi.
I casi della declinazione sono sei. Prendendo in prestito la grammatica latina, parliamo di:

  • locativo
  • dativo
  • ablativo
  • accusativo
  • nominativo
  • genitivo

Cosa significa?

Il locativo esprime uno stato in luogo, concreto e astratto, cioè grosso modo significa "in", "nel".
Il suffisso del locativo è -de.
Secondo le regole dell'armonia vocalica e consonantica che abbiamo studiato, sappiamo che esso può presentarsi sotto le forme -de -da -te -ta.
Ev casa evde in casa
Sınıf classe sınıfta in classe

Il dativo esprime un moto a luogo, concreto e astratto, ovvero significa "al", "verso".
Il suffisso del dativo è -e.
Può presentarsi sotto le forme -e -a -ye -ya.
Ev casa eve verso casa
Ankara -> Ankara'ya a/verso Ankara

L'ablativo esprime un moto da luogo, concreto e astratto, cioè significa "dal".
Il suffisso dell'ablativo è -den.
Può presentarsi sotto le forme -den -dan -ten -tan.
İş lavoroten dal lavoro
Tabak piatto tabaktan dal piatto

L'accusativo rende il complemento oggetto definito e si usa solitamente con i verbi che lo richiedono.
Il suffisso dell'accusato è -i.
Può presentarsi sotto le forme -i -u -ı -ü -yi -yu -yı -yü.
E' il caso più complesso e quindi ora non ci soffermeremo troppo sulla sua definizione, ma per rendere l'idea possiamo dire che è necessario tutte le volte in cui va specificato l'oggetto che subisce l'azione espressa dal verbo.
Prendiamo il verbo sevmek, amare. La frase Io amo Carla in turco si dirà Ben Carla' seviyorum.
Perché l'accusativo si aggiunge al nome Carla? Perché il verbo "io amo" deve rispondere alla domanda chi amo? e per questo il nome Carla diventa un oggetto che "subisce" l'azione e va definito.

Il nominativo è la forma originale di un nome, senza l'aggiunta di suffissi.
Top palla
Elma mela

Il genitivo mette in relazione due nomi esprimendo un possesso.
Costituisce, insieme ai suffissi del possessivo, il cardine della lingua turca e per questo sarà utile studiarlo approfonditamente in seguito.
Il suffisso del genitivo è -(n)in.
Può presentarsi sotto le forme  -(n)in -(n)ın (n)un (n)ün.
Kadın donna kadının della donna
Pastane pasticceria pastanenin della pasticceria

I casi locativo, ablativo e dativo sono quelli che più facilmente possono crearci confusione. Soprattutto in italiano siamo soggetti a confonderli perché spesso nella nostra grammatica tendiamo a sovrapporre diversi significati alla stessa preposizione.
Pensiamo alla preposizione da, ad esempio.
Essa può esprimere tutti e tre i casi sopra citati.
Vediamo come:

Da me non avrai niente
Vado da mamma
Resta da noi

Il da me della prima frase sarà in turco benden
Il da mamma della seconda frase sarà anneye
Il da noi della terza frase sarà invece bizde


Può essere utile a mio avviso pensare alla lingua inglese, in cui la distinzione fra queste preposizione è più netta e più facilmente traducibile in turco.
In ogni caso è certo che una sola ed unica traduzione è impossibile, e che questa si adatta di volta in volta al contesto, ma in linea generale possiamo dire che:


  • al suffisso -de corrispondono nel, in, al (italiano) oppure in, at, on (inglese)
  • al suffisso -e corrispondono al, a (italiano) oppure to (inglese)
  • al suffisso -den corrispondono dal, da (italiano) oppure from (inglese)


Ecco quindi un piccolo schema per fissare questi concetti.





Più avanti studieremo nello specifico ognuno di questi suffissi e faremo moltissimi esercizi.
Per il momento leggete questa panoramica e ricordate che la caratteristica dei casi della declinazione è che ogni parola-radice può contenere uno solo di questi suffissi. Sarebbe impossibile attribuire alla stessa parola più complementi, cioè più significati!

sabato 27 dicembre 2014

L'alternanza consonantica

Finora abbiamo studiato i rapporti precisi che intercorrono fra vocali nella lingua turca, cioè l'armonia vocalica (1, 2).

In questa lezione invece osserveremo le regole che riguardano alcune consonanti, cioè le regole dell'armonia consonantica.

Come al solito si tratta di nozioni che andrebbero naturalmente acquisite "a orecchio", oltre che ricordate, per il semplice fatto che sono state stabilite proprio per suonare meglio.
Anche in questo caso sono state sviluppate due regole.

La prima regola riguarda il caso in cui alcune consonanti siano seguite da vocali; il secondo invece riguarda il caso di alcune consonanti seguite da consonanti.


La prima regola riguarda le consonanti ç k p t
Quando una radice termina con una di queste consonanti ed è seguita da una vocale, queste si trasformano rispettivamente in c ğ b d.





Guardiamo lo schema. Come evidenziato dai colori, in questo caso le consonanti diventano più "morbide", pensiamo al colore rosso della ç che sfuma in un arancione trasformandosi in
c.

Ed ora facciamo qualche esempio:
ağaç   albero   ağacınız il vostro albero
etek    gonna   eteğin     la tua gonna
kebap kebab   kebabı    il suo kebab
kanat  ala        kanadı    la sua ala

Vi segnalo una dritta che mi è stata insegnata per ricordare queste consonanti:
keap.


Tuttavia sono moltissime le parole che non seguono questa regola, soprattutto quelle di origine straniera (park -> parkı), quelle monosillabiche (top -> topu) e molte radici verbali (kokmak -> kokuyorum).

Per questo vi consiglio di acquisire queste norme esercitandovi, leggendo e parlando turco.

La seconda regola riguarda le consonanti ç f h k p s ş t.
In questo caso, quando una radice termina con una di queste lettere ed è seguita da un suffisso che inizia con d, g o c, l'iniziale di quest'ultimo cambierà rispettivamente in t, k e ç.




Guardiamo lo schema. In questo secondo caso le consonanti, trasformandosi, diventano più "dure".

Qualche esempio:
çiçek fiore       çiçekçi fioraio (suff. -ci)
sınıf classe     sınıfta in calsse (suff. -da)
park parco      parktan dal parco (suff. -dan)
çalış lavorare  çalışkan laborioso (suff. -gan)
kebap             kebapçı venditore di kebab (suff. -cı)
üç tre              üçte alle tre (suff. -de)

Ci sono diversi modi e filastrocche per ricordare quali consonanti causano questa alternanza consonantica.
Il testo Güle güle riporta questo:
Efe Paşa çok hasta (Efe Pascià è molto malato)

Un'alternativa che mi è stata insegnata e trovo più immediata è questa:
Fıstıı Şahap (Şahap il venditore di pistacchi)

Anche in questo caso sarà importantissimo acquisire queste nozioni con l'esercizio più che con la memoria. Iniziate a formare il vostro "orecchio turco", vedrete che presto una parola pronunciata senza considerare queste regole inizierà a suonarvi strana, e allora non avrete più bisogno di sforzarvi! 

IN BREVE:


  • Per la prima regola ricordatevi la salsa rossa, KeTÇaP.
  • Per la seconda regola ricordate il vostro nuovo amico FıSTıKÇı ŞaHaP.



Esercizio - I suffissi di tipo i

Inserisci la vocale giusta (i, ı, u, ü)

Inserisci la vocale giusta (i, ı, u, ü)

Scrivi la vocale giusta negli spazi vuoti. Premi il tasto controlla per verificare le risposte quando hai finito.
1) Nasılsnz?
2) İyiym
3) Tuzlk
4) Çocuklk
5) Ağacn yapraklarn düşt
6) Yemeklere nane koymak sağlıkl bir alışkanlk
7) Bu pastanenn tatlılarndan deliryorum
8) Televisyondaki programa babamn akrabalar katıld ama o henüz bilmyor
9) Gençlğm boyunca çok hata yaptm
10) Evmn anahtarn kaybettm
11) Farklılk nerede?
12) İyi ki varsn
13) Evden çıkmadan önce kedime mamay bıraktm
14) Kız kardeşmz sigara içmez